domenica 23 aprile 2017

pc 23 aprile - al primo turno elettorale in Francia - massimo sostegno alla linea del boicottaggio dei maoisti francesi

Communiqué du PCm sur le visage des principaux candidats pour le premier tour des présidentielles !

pcmaoiste.org

pc 23 aprile - Contro il vertice del G7 a Taormina! - Mandiamo in frantumi la vetrina dell’imperialismo e.. che non dormano sonni tranquilli!

Costruiamo insieme una grande e combattiva manifestazione contro il G7 contro Trump, contro l'imperialismo italiano, contro l'ntervento imperialista in Libia, in solidarietà con i proletari e popoli in lotta a sostegno dei migranti per l'accoglienza,la libertà di circolazione, per la chiusura di tutte le basi usa nato sul territorio, per la chiusura dei CIE,CARA, HOTSPOT

proletari comunisti/ PCm Italia – Palermo info adesioni e contatti – pcro.red@gmail.com

pc 23 aprile - con gli operai in lotta della logistica di brignano - solidarietà e lotta comune - per il 1 maggio e oltre il 1 maggio

AI SINDACATI DI BASE
Alle forze solidali con la lotta dei lavoratori della logistica


...la lotta dei lavoratori di Brignano, il suo lungo percorso con momenti duri nel recente passato, fatti di proteste ma anche di attacchi squadristi da parte di capi, padroncini e gente delle cooperative, ha sottolineato il salto di qualità della attuale fase repressiva che, attraverso licenziamenti, denunce, provocazioni, vuole cancellare le lotte dei lavoratori, le loro organizzazioni sindacali.

....la centralità attuale della lotta della logistica e alla necessità dell'unità delle lotte, dei lavoratori e del sindacalismo di base e di classe, superando una logica di gestione della propria vertenza e facendo prevalere lo spirito unitario, per affrontare e conquistare risultati nel duro scontro in corso.

E' stato quindi proposto e lanciato un piano di iniziative:

  • partecipazione alle manifestazioni del 1° Maggio a Milano, in cui i lavoratori della logistica colpiti dai licenziamenti aprano il corteo;
  • accogliere e aderire alla proposta di sciopero generale nella logistica proposto dal SI COBAS
  • organizzare una manifestazione di rilievo nazionale a Bergamo, con presenza soprattutto delle realtà del nord della logistica, con presidio alla prefettura entro la prima decade di maggio;
  • appello a sostegno della battaglia legale anche verso avvocati, democratici, per smantellare l'attacco politico che viene fatto a Bergamo con i licenziamenti giustificati come “sabotaggio”; interno a questo il sostegno alla “cassa di resistenza”;
  • portare la vertenza dei lavoratori della logistica a Roma al Ministero del Lavoro con un presidio/manifestazione, da realizzarsi a maggio.


L'ASSEMBLEA DEL 9 APRILE 2017

info:

3355244902 - 3407226074

pc 23 aprile - da Taranto a Foggia - Con i nostri fratelli di Rignano-Foggia

Migranti autorganizzati di Taranto - Slai cobas per il sindacato di classe Taranto

info slaicobasta@gmail.com - via rintone 22 Taranto – 3475301704 - tarantocontro.blogspot.comCon i nostri fratelli di Rignano-Foggia

Noi migranti di Taranto siamo pieni di dolore e rabbia per i nostri fratelli bruciati, scacciati, deportati, sfruttati, arrestati, perchè rivendicano diritto al contratto, ai documenti, alla dignità...
Noi a Taranto stiamo lottando per le stesse cose: documenti, condizioni di vita umane, assistenza sanitaria, diritto di asilo, lavoro contro lo schiavismo di questo sistema capitalista, contro repressione; come contro le reclusioni in Hotspot, Cie, Cara, ed espulsioni. Noi dobbiamo unirci ancora più fortemente nella lotta!

Che succede a Taranto, dove da anni stiamo lottando

Abbiamo aperto anche questo anno con presidi, cortei, assedi alla Prefettura, al Comune, contro le condizioni di invivibilità nei Centri, dove quest'inverno ci hanno tenuto al freddo, senza acqua calda, luce, senza vestiti adeguati; chi si ammala, poi, non viene per niente assistito. Alcune strutture dei Centri sono solo dei depositi. Le Associazioni che gestiscono i centri tagliano su tutto, anche sul cibo. Non pagano ogni mese neanche quella miseria del pocket money. A questo si aggiungono le lungaggini della commissione per il diritto d'asilo, della questura per i permessi di soggiorno e il problema dei documenti di identità.

Le associazioni speculano su di noi e quando ci ribelliamo mostrano tutta la loro vera faccia razzista – a Taranto il responsabile di un centro ha detto: “Questi sono i migranti che io non sopporto...”. Per questi personaggi, i migranti vanno bene se sono buoni e sottomessi, mentre diventano cattivi se ci ribelliamo.
La prefettura di Taranto, invece di perseguire chi non rispetta i minimi diritti dei migranti, ha cercato nei mesi scorsi di espellere dei migranti che avevano protestato per il mancato pagamento da mesi del pocket money. Ma gli è andata male!

Abbiamo manifestato anche a Taranto nella giornata di mobilitazione nazionale del 6 febbraio, con presidi, corteo e blitz all'Hotspot. L'abbiamo preparata andando tra la gente, per dire: la città deve sapere...: “Non è vero che i fondi pubblici vengono usati per i migranti e non per il lavoro e i disoccupati. Si usano i soldi per armi, guerre che provocano l'immigrazione; si sprecano i soldi per per la corruzione e il malaffare e si fanno leggi che riducono le possibilità di lavoro, reddito, case e peggiorano la salute, l'ambiente, i servizi sociali per tutti”. E abbiamo trovato solidarietà.
Mentre i lavoratori, gli abitanti di Taranto sono solidali, invece, personaggi legati ai partiti istituzionali, per i loro sporchi interessi elettorali hanno cercato in alcune occasioni di creare un clima di allarmismo, di pregiudizi razzisti. Ma anche questo sta trovando la nostra risposta.

Solo grazie alla lotta, che continua tuttora, i migranti di Taranto hanno ottenuto dei risultati:
In passato abbiamo con una dura e lunga lotta ottenuto i documenti di identità. E ora stiamo per ottenerli per altri migranti. Quest'anno alcuni migranti parcheggiati in maniera indecente in un campo, sono stati trasferiti in un albergo decente. Ma, soprattutto, la prefettura, ha dovuto revocare quei provvedimenti di espulsione che avevano portato da un giorno all'altro in mezzo ad una strada 10 migranti.

Stiamo lottando per respingere la politica razzista, fascista del Governo, del Min. Minniti che con una politica discriminatoria, vuole avviare centinaia di espulsioni dei migranti, ha riaperto i famigerati Cie, campi di concentramento, e con la scusa del “terrorismo” vuole alimentare razzismo e aumentare la repressione. Mentre fa accordi con i regimi reazionari, sanguinari (loro amici, alleati) dei paesi da cui noi siamo scappati, e in cui ci aspetterebbero ancora "campi di concentramento", violenze, torture, stupri verso le donne, o essere ipersfruttati. Noi vogliamo il diritto d'asilo per tutti coloro che lo chiedono, vogliamo documenti per tutti, libertà di circolazione.

Vogliamo la chiusura dell'Hotspot, a Taranto e dovunque. Qui vengono rinchiusi i nostri fratelli e sorelle che arrivano dopo viaggi tragici. All'Hotspot di Taranto poi avvengono anche violenze e trattamenti da tortura, per imporre l'identificazione dei migranti. E sempre più sta diventando un luogo di deportazione, con migranti spostati da Ventimiglia, Milano, ecc. a Taranto per poi essere ributtati in mezzo alla strada.
Noi pensiamo che la battaglia per la chiusura dell'Hotspot di Taranto è una battaglia nazionale, che deve vedere nel prossimo futuro anche una mobilitazione nazionale.

Migranti autorganizzati di Taranto - Slai cobas per il sindacato di classe Taranto

info slaicobasta@gmail.com - via rintone 22 Taranto – 3475301704 - tarantocontro.blogspot.com

pc 23 aprile - Portella della Ginestra - una strage che non va mai dimenticata - 1° Maggio 1947.- 1 maggio 2017


assemblea a Bari

Mercoledì 26 aprile. Ore 18.00
II strada priv. Borrelli 32, Bari
(di fronte al Piccolo teatro, a 400 m. dal parcheggio ex Caserma Rossani in c.so B. Croce 64-68)

Portella della ginestra 70 anni dopo

Introduce Mariella Cataldo, direttivo ass. Angelus novus

Relazione di Massimiliano Desiante, storico e coordinatore della Camera del lavoro di Gravina di Puglia

Visione del film
Segreti di Stato(81’, regia di Paolo Benvenuti, Italia 2003)
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Forse è con la strage di Portella della Ginestra di 70 anni fa (1° Maggio 1947) che si inaugura nella nostra storia repubblicana la strategia della tensione.
Portella è la madre di tutte le stragi che verranno in seguito (Piazza Fontana, Brescia, Italicum...).
Diceva Thomas Mann che il passato è un pozzo senza fondo in cui ogni tanto bisogna scendere per tirare su qualche pezzo. Non sempre si riesce.
Nell’epoca in cui si celebra il trionfo della connessione, molte volte non riusciamo a connettere il prima con il poi, a legare i fatti uno dopo l’altro per trovare il senso della storia che ci appartiene. Per questo ci proponiamo di parlare della strage di Portella nel tentativo di gettare in fondo al pozzo una piccola fiammella che illumini per un istante un buco nero della storia italiana.
Un filo nero sembra legare i fatti dell’immediato dopoguerra fino ai nostri giorni. Un pezzo della nostra storia è fatta di stragi, depistaggi, complicità con apparati dello stato, segreti di stato mai svelati, spionaggi a uomini politici, morti che gridano ancora giustizia.
L’Italia era un paese sconfitto, che dopo l’8 settembre venne a trovarsi nella sfera angloamericana. La sua è stata ed è una sovranità limitata da questo convitato di pietra che sono gli Usa, che continuano ancora a condizionare la nostra politica interna ed estera.
Lo stragismo significa colpire il prossimo, l’avversario, tanto nel non-luogo (stazione di Bologna..., aeroporto, strada, centro commerciale dove le persone si incontrano per caso senza conoscersi e senza avere nulla in comune), tanto nel luogo (piazza, agorà, luogo del confronto civile, da agoreuo), luogo democratico, come avvenne a Portella, a Brescia, dove erano convenute migliaia di persone che avevano un progetto ed un ideale in comune.
La strage è la pratica di una destabilizzazione che tende a stabilizzare, come avvenne nel biennio tumultuoso alla fine degli anni ‘60.
Lo stragismo è la risposta armata e violenta. È un avvertimento a chi ha osato alzare la testa, come avvenne a Portella, dove i lavoratori festeggiavano sul prato non solo il Primo maggio, ma anche la vittoria del Blocco del popolo nelle elezioni per l’Assemblea Regionale Siciliana, svoltesi il 20 aprile 1947, nelle quali la coalizione PSI-PCI conquistò 29 rappresentanti su 90 (con il 29% circa dei voti) contro i soli 21 della DC (crollata al 20% circa).
Chi ebbe paura della grande epopea eroica che il popolo italiano aveva inaugurato con la Resistenza riscattandosi dalla vergogna del ventennio fascista organizzò la paura.
La memoria è il luogo aspro dei rendiconti, essa fa male. ma è necessaria, è connessa con la verità (A-leteia è connessa con lete: amnesia).
Gran parte del nostro passato doloroso è avvolto in un’aura di indicibilità, quella della Ragion di stato che fa della memoria una memoria tradita, offesa, una memoria che chiede ancora giustizia
La memoria è una dimensione dell’esistenza perché senza il passato non c’è futuro. Diceva Franco Fortini ne Le vetrine di Auschwitz: “possiamo imparare qualcosa dallo ieri solo nell’esatta misura in cui desideriamo un domani”
Depistaggi e misteri hanno fatto degli ultimi 70 anni della storia d’Italia un porto delle nebbie in cui gli americani e i servizi segreti scorrazzavano indisturbati per indebolire il patto che la Costituente aveva stipulato tra culture politiche diverse. Gli Usa romperanno quel patto e creeranno una rete di strategia piduista al servizio di servizi loschi. Verrà creata la Gladio, un esercito clandestino fatto da cittadini armati da armi americane nascoste sotto terra e nelle stazioni dei carabinieri. Se avessero vinto i comunisti il 18 aprile 1948, avrebbero impedito loro di andare al governo.
Servitori infedeli dello stato italiano hanno imbrattato con grossi schizzi di sangue e di fango la storia italiana che altri lavoratori con le loro mani, la loro intelligenza stavano scrivendo, scavando tra le macerie di una Italia distrutta dalla guerra. Questi servitori infedeli si posero al servizio di classi dirigenti, di partiti, di latifondisti che non si rassegnavano a scomparire dalla scena della storia, o al servizio di potenze straniere che volevano fare della Sicilia la 49a stella degli Usa. (In Sicilia i latifondisti creeranno l’EVIS, Esercito volontari per l’indipendenza siciliana, che teorizzava la lotta armata contro lo stato. Esso in pochi mesi si dissolse, ma molti si dedicarono al brigantaggio, come la banda del bandito Giuliano). Così nacque la nostra repubblica.



Mariella Cataldo, aprile 2017


pc 23 aprile - prosegue la lotta dei prigionieri politici palestinesi - scontri tra manifesti solidali e polizia e provocazioni sioniste


22 avril 2017

Palestine : Affrontements lors de manifestations de soutien aux prisonniers en grève de la faimLes affrontements de ce vendredi

Les forces de sécurité israéliennes ont réprimé vendredi la manifestation hebdomadaire dans le village de Kafr Qaddum, dans nord de la Cisjordanie, blessant huit Palestiniens et un militant pacifiste israélien. Les résidents de Kafr Qaddum ont commencé à organiser des manifestations hebdomadaires en 2011 contre les confiscations de terres, ainsi que la fermeture de la route qui relie le village à Naplouse pour étendre une colonie israélienne. Le comité populaire du village avait décidé de consacrer cette manifestation à la solidarité avec les prisonniers palestiniens en grève de la faim (voir notre article). Les forces israéliennes ont tiré des balles en acier et des gaz lacrymogènes sur les manifestants qui ont jeté des pierres et des bouteilles. Jeudi, une autre manifestation, tenue à Abu Dis, près de Jérusalem, avait aussi été réprimée, donnant lieu aussi à des affrontements : 18 manifestants palestiniens ayant été blessés par les forces d’occupation.
Les affrontements de ce vendredi

21 avril 2017


Palestine : Des fascistes israéliens organisent un barbecue devant la prison d’Ofer en grève de la faim

Des membres du parti israélien d’extrême-droite "Union Nationale" ont organisé un barbecue devant la prison d’Ofer où de nombreux prisonniers palestiniens sont en grève de la faim depuis lundi. Dans toutes prisons sionistes, plus de 1.500 prisonniers palestiniens participent à cette grève contre l’enfermement. Au même moment, les soldats de Tsahal affrontaient les manifestants palestiniens venus soutenir les prisonniers. Certains soldats ont ensuite rejoint le barbecue dont l’objectif était, selon les organisateurs, de rendre la grève de la faim plus pénible par l’odeur de la viande.

Indécent barbecue à Ofer Indécent barbecue à Ofer 
Les affrontements de ce vendredi

pc 22 aprile - India - liberare Saibaba e gli altri compagni - l'ultimo documento pervenuto dal Comitato per la difesa e il rilascio di Saibaba

Statement from The Committee for the Defence and Release of Saibaba

The Committee for the Defence and Release of Dr GN Saibaba expresses its shock and dismay at the judgment delivered on March 7, 2017, by the Court of Sessions Judge at Gadchiroli District (Maharashtra) in the case of State vs Mahesh Tirki and others convicting all the six accused under various sections of the Unlawful Activities (Prevention) Act, 1967 and 120-B of the Indian Penal Code. While five of the accused – Mahesh Tirki, Pandu Narote, Hem Mishra, Prashant Rahi, and GN Saibaba – were awarded the maximum sentence under the relevant provisions (i.e., imprisonment for life), one accused – Vijay Tirki – was awarded a ten year sentence of rigorous imprisonment.

pc 22 aprile - Trump uno scenario da approfondire - articolo in via di traduzione

Los 10 objetivos de EEUU en tres escenarios bélicos



Por Nazanín Armanian



Siria, Afganistán y Corea del Norte han sido elegidos por la Administración Trump para mostrar músculos y dientes, y anular el poco cerebro que había exhibido hasta hoy. Esta alta tensión se debió principalmente a varios cambios en el seno del Consejo Nacional de Seguridad de EEUU, marcados por el triunfo de la facción hostil a Rusia e Irán y la derrota de los “anti-chinos”: 1) el cese de Steve Bannon, que en la línea de Trump, consideraba a Beijing el principal enemigo de EEUU y abogaba por una agenda aislacionista. 2) El despido de la Consejera Kathleen McFarland, por ser “pro- rusa”, y 3) El ascenso del intervencionista y estratega militar, el general HR McMaster (ignorado por Obama), que reemplaza al destituido general Michael T. Flynn, acusado de tener contacto con Moscú. Este equipo, al que se integra el jefe del Pentágono, el “Perro Loco” James N. Mattis”, ha tomado la rienda de la política exterior de EEUU.
 
Siria: el primer escenario
 
El 4 de abril, EEUU lanzaba con pompa y flauta 59 misiles a la pista de aterrizaje de la base Al Shayrat sin dañar los aviones rusos allí estacionados. Moscú tampoco utilizó sus misiles S300 y S400 para impedírselo. Seis militares sirios perdieron la vida por esta agresión ilegal realizada para “castigar a Bashar Al Assad” acusado, sin prueba alguna de matar a civiles en un ataque con armas químicas tres días antes. La última versión del confuso incidente es del periodista que destapó el escándalo de “Irán-Contra”, Robert Parry, quien señala a la base de las operaciones especiales de Arabia Saudí e Israel en Jordania como el lugar del lanzamiento de aquellas armas. La agresión de EEUU había sido planeada antes del incidente químico, para que coincidiera con la visita de Xi Jinping a la Casa Blanca, asestando un duro golpe al presidente chino estando en el territorio hostil.
¿Por qué EEUU no castigó a los grupos terroristas que el día 16 de abril asesinaron en Alepo a 126 civiles chiitas, 68 de ellos niños?

sabato 22 aprile 2017

pc 22 aprile - Sicilia - mai con Salvini

In Sicilia Salvini scappa dalla piazza e si rifugia in teatro

MAI CON SALVINI UNO
Il leghista Matteo Salvini doveva tenere un comizio nella piazza centrale di Acicastello, comune della Riviera dei Ciclopi, a pochi chilometri dal centro di Catania. Avrebbe dovuto avere accanto il senatore Francesco Attaguille e il sindaco castellese Filippo Drago. Ma, lo speaker leghista e i suoi ascari, forse impauriti dall'annunciata manifestazione "MAI CON SALVINI" e dalla scarsità degli “ascoltatori” raccolti, hanno deciso di radunarsi all'interno di un noto hotel della scogliera, a due chilometri dal centro castellese, ben lontano dalla protesta annunciata.
I manifestanti non hanno naturalmente desistito e si sono concentrati in piazza Micale, nel cuore di Acicastello, a pochi metri dalla piazza da dove l'esponente leghista e i pochi

pc 22 aprile - Contro il G7 di Taormina 26/27 maggio... l'attuale base di partenza

Il 26 e 27 maggio si terrà a Taormina (provincia di Messina) un vertice del cosiddetto G7. Il G7 è l'incontro di sette tra le più grandi potenze globali; parteciperanno, dunque, i capi di Stato di Germania, Francia, Stati Uniti, Regno Unito, Giappone, Canada e Italia con le rispettive delegazioni. Trump, la Merkel, Hollande, il Primo ministro Italiano Gentiloni si vedranno in Sicilia per confrontarsi su cyber controllo, smart city, lotta al terrorismo
Questo, almeno, è quello che ci dicono ma noi sappiamo benissimo di cosa si sta parlando quando si parla di “sicurezza”
La deriva fascista, razzista ed autoritaria del Governo Gentiloni che, coi decreti Minniti sulla sicurezza, ha dichiarato apertamente guerra alla povertà ed ai migranti ce lo dimostra.
E, ancora, quando al G7 si parla di “lotta al terrorismo” sappiamo benissimo che ci si sta solo accordando per aggredire nuovamente i popoli del medioriente e spartirsi le loro risorse.

Come proprio adesso sta accadendo in Siria, dove la presidenza di Trump ha segnato una pericolosa escalation che rischia di allargare un conflitto che ha arrecato innumerevoli lutti e devastazioni alla popolazione civile.

E sappiamo bene come ogni risorsa che i nostri governi destinano alla “sicurezza” interna o alle loro costosissime guerre internazionali in nome delle politiche neo-coloniali si traduce da noi in tagli dei diritti, in un numero minore di asili pubblici, di scuole, in un aumento dei costi delle prestazioni sanitarie, in un taglio netto ed un rincaro dei prezzi dei trasporti pubblici e dei treni, specie in un Sud d'Italia che è sempre più isolato dal resto del paese. Per non parlare della disastrosa situazione delle università e degli atenei che da riferimento culturale importante sono diventati esamifici carenti di ogni struttura e nei quali non è in alcun modo garantito il diritto allo studio. Tutto questo avverrà in un luogo simbolico: a Taormina, che sarà blindata per settimane dalla zona rossa, ed in Sicilia. La zona d'Europa che ha forse il più alto tasso di disoccupazione; desertificata di servizi sociali in nome del debito e delle politiche di austerity dell'Unione Europea; piena di installazioni militari come il Muos; terra d'accoglienza ridotta a trincea per incarcerare le nostre sorelle ed i nostri fratelli migranti; una terra spesso concessa al consumismo dei ricchi turisti di passaggio nel Mediterraneo; un'isola che vorrebbero immaginare e rappresentare come piena di folkloristici e compiacenti uomini con la coppola e che invece è piena di gente determinata a lottare per i propri diritti sociali, e per il proprio territorio.
Siamo contro questo G7, siamo contro la repressione, la militarizzazione, le logiche di guerra, del debito, dei sacrifici che rappresenta, siamo contro un ordine mondiale nel quale l'accumulazione dei profitti fa sì che 8 multimiliardari guadagnino da soli quanto tre miliardi e mezzo di persone.

Il 27 Maggio la Sicilia che lotta sfilerà in corteo a Giardini-Naxos, a ridosso del vertice di Taormina e della sua inaccettabile zona rossa, per protestare contro il G7, invitiamo tutte e tutti coloro che da qualsiasi parte d'Italia, d'Europa e del mondo si sentano di condividere la nostra protesta a scendere in piazza con noi.
Ricordiamo a tutti l'importante assemblea del 7 Maggio, a Napoli, dove ci confronteremo con tutte le realtà disposte a costruire con noi questa mobilitazione
Il corteo partirà, secondo la comunicazione che è stata data alle questure, dal Terminal bus di via Dionisio, Recanati (Giardini Naxos) Ore 15.00, vogliamo sottolineare come esso esprima il nostro legittimo diritto alla protesta in una zona che comunque non rientra in quella interdetta agli accessi per quei giorni e che, quindi, non può e non deve essere in alcun modo impedito nel suo svolgersi da eventuali di autorità delle forze dell'ordine.

pc 22 aprile - G7 di Taormina - La grande mafia sono loro!

pc 22 aprile - G7 di Taormina - si blindano perchè sanno che sono odiati

Verso il G7 di Taormina, misure di sicurezza eccezionali in Sicilia i controlli anti-terrorismo. 
PS TaorminaAd un mese ormai dal G7 di Taormina, attenzione altissima in Sicilia in vista del vertice dei sette grandi del pianeta. Misure di sicurezza eccezionali nella Perla dello Ionio, dove si sta andando a perfezionare il piano di presidio del territorio con l’impegno di 7 mila tra agenti delle Forze dell’Ordine e militari dell’Esercito, ma si rafforzano anche i controlli in altre zone dell’isola.

pc 22 aprile - Il G7 di Taormina - la galleria dei mostri... in attesa del mostro francese

Il 43º vertice del G7 si svolgerà al Palacongressi di Taormina (ME), in Sicilia, Italia, il 26 e 27 maggio 2017. La riunione sarà guidata dal Presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni. Per la quarta volta consecutiva dopo la sospensione della Russia dal G8 nel marzo 2014 il vertice si terrà nel formato G7.

Scelta della sede

Veduta di Taormina
La scelta di Taormina come sede del G7 fu annunciata dall'allora Presidente del Consiglio Matteo Renzi il 4 luglio 2016[ Il vertice era inizialmente programmato per svolgersi a Firenze. Tra i motivi del cambio di scelta, Renzi citò le parole di un leader internazionale in occasione di un precedente vertice che con una battuta aveva evidenziato il suo pregiudizio nei confronti della Sicilia additandola come terra di mafia e affermò che quelle parole lo avevano convinto a fissare il G7 proprio in Sicilia[.
La scelta della Sicilia è stata inoltre motivata dal Governo con la volontà di tener viva l'attenzione dell'opinione pubblica mondiale e dei leader sulla vicenda delle migrazioni e dei profughi[.

Partecipanti

Ben quattro dei sette leader (Gentiloni, May, Trump, nuovo Presidente francese) parteciperanno al vertice per la prima volta.
Segue l'elenco completo dei partecipanti.

pc 22 aprile - LOTTE NELLA LOGISTICA: UNIRSI E' INDISPENSABILE

(Dall'intervento di un compagno del coord. naz. Slai cobas per il sindacato di classe all'assemblea sui lavoratori della logistica di Brignano del 9 maggio a Milano)

"Unire le forze dei lavoratori, unire i sindacati che si trovano nella stessa situazione anche in altri settori e altre città unire i gruppi di sostegno delle lotte della logistica che sono tanti
Creare questa unità necessaria per opporsi all’azione congiunta di padroni, governo, prefetture, polizia, sindacati confederali che stanno dalla parte del padrone, che loro sì sono uniti, mentre noi non lo siamo ancora.
Unirsi è indispensabile perchè se lo facciamo vinciamo, vinciamo perchè abbiamo ragione. Noi combattiamo lo sfruttamento, la schiavitù, la mancanza di diritti e quindi noi abbiamo ragione. Loro vogliono cancellare tutto questo per imporre la dittatura dei padroni.
Noi a questo piano dobbiamo opporci, costi quel che costi, dobbiamo combattere questa guerra; nelle guerre ci sono morti e feriti, dalla loro parte per ora molto pochi, dalla nostra ne stiamo contando qualcuno.
E’ una guerra senza armi ma guerra a tutti gli effetti. E secondo le leggi della guerra va condotta come quelle che attualmente i popoli combattono in Siria, in Afghanistan, in India; c’è una fase di difensiva perchè i padroni sono forti e sono all’attacco, bisogna resistere per non farsi cancellare, poi quando si è superato l’attacco si va avanti per cercare di conquistare un equilibrio, è in questo momento che l’unità è indispensabile per non farsi cancellare e passare al contrattacco
Uniti vinciamo divisi perdiamo.
Dobbiamo necessariamente unirci, ma fare l’unità non è facile. La costruzione dell’unità sarà un lavoro difficile e meticoloso e mentre si lavora per questo non si sta fermi ma ognuno cerca di andare avanti
Questo incontro di oggi è solo un passo in questa direzione, però altri ne son stati fatti, c’è stata un’assemblea nazionale a Napoli sui temi immigrazione, diritto di asilo, del lavoro, ecc organizzata e molto partecipata da chi si occupa dei lavoratori delle campagne in particolare in Puglia e Calabria; questo è un altro settore dove vorrebbero tutti schiavi e se uno alza la testa ci sono reazioni, espulsioni, due morti bruciati, ma ci son state lotte molto forti.
I rappresentanti dello Slai cobas sc che hanno partecipato all'assemblea hanno portato la testimonianza della lotta dei lavoratori della logistica, la quasi totalità immigrati, e l'assemblea ha espresso la solidarietà per i lavoratori di Brignano.
Ci sono lavoratori e realtà in altre parti d’Italia dove ci sono lotte, ma anche forte repressione. 
E la strada da percorrere è quella di costruire una risposta unitaria. Siamo ancora in un sistema in cui siamo costretti a lavoro salariato, ma i padroni devono rispettare i nostri diritti.
Nel frattempo si lotta comunque e dovunque, anche nei tribunali ma senza nessuna fiducia perchè i giudici non danno ragione ai lavoratori 9 volte su 10 e i padroni pur di attaccare un lavoratore si inventano le cose, per cui chi lotta per i propri diritti viene trasformato in un delinquente come è successo ad esempio con Milani del Si Cobas o coi lavoratori di Brignano si sono inventati il sabotaggio ecc
Ma questo è anche un loro segno di debolezza, questo dimostra che noi abbiamo ragione e loro torto. Devono inventarsi che i lavoratori son dei criminali che il sindacato cobas è un’associazione a delinquere, perchè non vogliono ammettere che i delinquenti sono loro.

Noi siamo in una fase in cui dobbiamo resistere, resistere in ogni posto di lavoro anche se è faticoso perchè ci stanno trascinando in una guerra sporca. Dobbiamo andare avanti anche con un calendario di iniziative.
Servono iniziative nazionali, uno sciopero generale, assedio alle prefetture e poi dobbiamo tornare a manifestare a Roma perchè il governo deve intervenire nelle questioni del lavoro, il governo deve sapere che i lavoratori sono in certe condizioni e le risposte le pretendiamo.

pc 22 aprile - NOVITA', IN LIBRO LE LEZIONI DELLA FORMAZIONE OPERAIA SU L'IMPERIALISMO


pc 22 aprile - USCITO IL QUADERNO DELLA FORMAZIONE OPERAIA SU GRCP - LA CLASSE OPERAIA DEVE DIRIGERE TUTTO - richiederlo a pc.rored@gmail.com

pc 22 aprile - LA PIATTAFORMA DELLE DONNE PROLETARIE OGGI ALL'ASSEMBLEA NAZIONALE A ROMA DI NUDM



Questa piattaforma, portata nello sciopero delle donne dell'8 marzo scorso, è stata elaborata “sul campo” dalle stesse lavoratrici, precarie, disoccupate, immigrate, braccianti, ecc. in anni di lotte, lavoro, iniziative sui posti di lavoro e fuori, nei quartieri, nei caseggiati, ecc.; è frutto anche di un costante lavoro di raccolta di altre esperienze di lotte, di inchieste vive. 
Non è una piattaforma fatta a tavolino o in convegni, da "addette ai lavori". Questo è il valore di questa piattaforma. Una piattaforma che, quindi, è in "corso d'opera", per arricchirsi di altri bi/sogni, proposte. Per questo chiamiamo le donne, le lavoratrici, precarie a riempirla, modificarla, integrarla. 
Essa è un'arma di lotta oggi delle donne su tutti i fronti, contro i padroni, il governo, lo Stato, gli uomini che odiano le donne. Con questi nemici strutturali delle donne non vogliamo avere un "confronto" - come scrivono le  organizzatrici nazionali di NUDM - una "interlocuzione" "inviti ad essere parte dei loro Tavoli", che hanno oggi sempre più l'unico scopo di spegnere la ribellione e addomesticare il movimento di lotta delle donne, senza dare e cambiare nulla, ma uno scontro, che deve continuare e si deve articolare dovunque e su tutte le questioni, per rendere viva la piattaforma dopo l'8 marzo - questo scontro chiaramente non esclude incontri, vertenze, ecc. ma come parte di una "guerra che continua" anche nelle stanze delle Istituzioni", come facciamo noi ogni giorno con le nostre lotte; unico modo, tra l'altro, per imporre parziali risultati - sempre più difficili nella fase odierna - e "passi indietro".
Nello stesso tempo, non possiamo illuderci, nelle lotte che facciamo verifichiamo sulla nostra pelle che questo sistema sociale borghese non solo nega i diritti alla maggioranza delle donne, soprattutto proletarie, ma sempre più ce li toglie, anche quelli conquistati con grandi movimenti femministi di lotta, scarica la crisi su di noi, taglia i fondi sociali per usarli per le spese militari o per cacciare i migranti, le nostre sorelle migranti, alimenta il clima di barbarie, di odio fascista verso le donne. Questo mostra sempre più che per ottenere obiettivi “normali” per la vita, il lavoro, la dignità, l'autodeterminazione delle donne, occorre una nuova società, una società socialista, in cui le donne possano dare l'assalto al cielo e conquistarselo, perchè veramente tutta la vita possa cambiare.


Piattaforma dello sciopero delle donne:

- Lavoro per tutte le donne

- Trasformazione a tempo indeterminato dei contratti precari – No Jobs act
- NO a discriminazioni salariali, pari salario per pari lavoro
- Meno orario e aumento delle pause
- Riduzione dei ritmi e dei carichi di lavoro, come difesa anche della nostra salute

pc 22 aprile - ELEZIONI FRANCIA: OH, POVERINA: L'HANNO DISTURBATA... FASCISTI, CAROGNE, TORNATE NELLE FOGNE!

Manifestazione contro il Fronte Nazionale a Parigi
La manifestazione contro il Fronte Nazionale a Parigi (Ap)
Il Corriere della Sera di martedì diciotto aprile riporta, nella sua edizione telematica, un lungo articolo – firmato la Redazione telematica – sugli scontri avvenuti il girono precedente, a Parigi, durante un comizio del Front National.
All’interno si dà conto del clima che ha accolto la candidata fascista, Marine Le Pen, al suo arrivo al teatro Zenith – sito nel parco della Villette a Parigi – dove aveva organizzato un suo indecente comizio.
Naturalmente, il giornalaccio borghese dà voce al vittimismo sfrenato di questa assai poco “signora” che si lamenta perché «Questi estremisti di estrema sinistra camminano a gambe all’aria. Vengono a disturbare il comizio dell’unica donna che difende le donne».
Eh sì, poverina: lei che afferma di difendere le donne, viene disturbata da chi invece difende la democrazia da una banda di fascisti xenofobi e razzisti qual è quella organizzata dietro le insegne del Front National.
I fascisti non devono avere agibilità politica di alcun tipo in nessuna parte del globo terracqueo; ogni contestazione, effettuata con qualunque mezzo necessario, è legittima: questi assai poco “signori” devono tornare nelle fogne dalle quali sono usciti.
Genova, 22 aprile 2017

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

venerdì 21 aprile 2017

pc 21 aprile - Giornali e statistiche scoprono che vi sono milioni di proletari, precari, disoccupati, pensionati in miseria


Ma da questa spirale si esce con la lotta generale nelle fabbriche, nei posti di lavoro, quartieri, città, paesi

con masse organizzate con il sindacato di classe, con i comitati popolari
bloccando strade e assediando i Palazzi del potere
cacciando i servi politicanti e sindacalisti confederali dalle proprie fila

Slai cobas per il sindacato di classe
coordinamento nazionale

Istat: 7,2 milioni di italiani in gravi difficoltà economiche




ROMA -  L'11,9% degli italiani nel 2016, 7,2 milioni di persone, vive in famiglie che sperimentano condizioni "di grave deprivazione materiale", l'Italia è tra i Paesi europei con il tasso di occupazione degli under 35 più basso in Europa, gli investimenti sono in calo per il settimo anno consecutivo.
Peggiora la situazione degli anziani. La quota di persone che sperimentano condizioni di grave deprivazione materiale è stabile rispetto all'anno precedente: si tratta di 7,2 milioni di italiani. Le famiglie che si trovano in questa condizione sono invece 3,1 milione. Tra il 2015 e il 2016 l'indice di grave deprivazione peggiora per le persone anziane (65 anni e più), passando dall'8,4% all'11,6%, pur rimanendo al di sotto del dato riferito all'insieme della popolazione, e per chi vive in famiglie con persona di riferimento in cerca di occupazione (da 32,1% a 35,8%). In lieve diminuzione, invece, la quota della popolazione con meno di 18 anni, pari al 12,3% (pari a 1 milione e 250 mila minori).
Sempre male l'occupazione giovanile. L'occupazione giovanile rimane un grave problema del Paese. Monducci non fa tanto riferimento al tasso 15-24 anni, fascia di età che coinvolge ancora pochi giovani, la maggior parte studia, quanto alla fascia di età successiva, dei 25-34enni: solo il 60,3% lavora, situazione che "costituisce una criticità per il presente e il futuro di queste generazioni, che rischiano di non avere una storia contributiva adeguata".

pc 21 aprile - Gramsci e l'Ottobre - a 80 anni dalla sua morte e nel Centenario della Rivoluzione d'ottobre - un dibattito da riprendere

Antonio Gramsci – La Rivoluzione contro il Capitale

19 feb 2017
Pubblicato sull’Avanti il 24 novembre 1917 e su Il Grido del Popolo il 5 gennaio 1918

La rivoluzione dei bolscevichi si è definitivamente innestata nella rivoluzione generale del popolo russo. I massimalisti che erano stati fino a due mesi fa il fermento necessario perché gli avvenimenti non stagnassero, perché la corsa verso il futuro non si fermasse, dando luogo ad una forma definitiva di assestamento – che sarebbe stato un assestamento borghese, – si sono impadroniti del potere, hanno stabilito la loro dittatura, e stanno elaborando le forme socialiste su cui la rivoluzione dovrà finalmente adagiarsi per continuare a svilupparsi armonicamente, senza troppi grandi urti, partendo dalle grandi conquiste già realizzate.
La rivoluzione dei bolscevichi è materiata di ideologie più che di fatti. (perciò, in fondo,