martedì 16 gennaio 2018

pc 16 gennaio - LA SOLIDARIETA' E' UNA FORZA DELLE DONNE! - 2 - INIZIATIVE E MESSAGGI SUL PROCESSO DEL 22 A L'AQUILA CONTRO 3 COMPAGNE

(da Tavolo 4) 

L'ASSEMBLEA A BOLOGNA DI DOMENICA
L'assemblea si è svolta in un clima di accogliente e autentica solidarietà femminista
Si è partite da alcuni esempi di lotta concreta delle donne e di solidarietà femminista, che hanno portato a dei risultati, a delle vittorie, come quella del MFPR a Taranto, con il ritiro della denuncia da parte dell'avvocato denunciante una compagna, o quella delle donne argentine per la liberazione di higui, una compagna lesbica incarcerata per aver ucciso uno dei 10 uomini che la stuprò: ora lei è stata scarcerata grazie alla lotta tenace e determinata delle compagne argentine, ma nudm argentina (che non è interclassista) continua a battersi per la sua assoluzione.
Importante è il metodo e la linea. Cercare le donne, prendere direttamente contatto con loro per affiancarle e sostenerle, non lasciarle nelle mani di avvocati e famiglie che creano intorno a loro ancora isolamento (es. di Parma). Ma anche la linea è importante: l'attacco/autodifesa e non il vittimismo/difesa.
Anche qui è esemplare la linea del mfpr, che ha reso la vita e la difesa difficile agli stupratori di

pc 16 gennaio - LA SOLIDARIETA' E' UNA FORZA DELLE DONNE! - 1 - ANCHE NOI SIAMO CON CLAUDIA

(dal blog femminismorivoluzionario)

Un appello per il boicottaggio di un'assemblea a Parma per lo stupro di Claudia organizzata dalla Raf.

Siamo, come prima, sempre dalla parte di Claudia.

Il comunicato che fece un anno fa l'MFPR
Sul bestiale stupro di gruppo, avvenuto nel 2010 al centro sociale RAF di Parma, la cui violenza è poi proseguita facendo girare le immagini riprese e, in ultimo, attaccando vigliaccamente la ragazza che finalmente aveva raccontato come erano andati i fatti, noi siamo dalla parte della ragazza senza se e senza ma. E, come hanno denunciato alcune compagne, ciò che va fortemente condannato è l'atteggiamento omertoso, complice tenuto all'epoca e in questi anni da compagni e compagne dell'area.
Su questo, come su tanti altri bruttissimi fatti simili avvenuti e che possono continuare ad avvenire dobbiamo scatenare apertamente la ribellione, la furia delle ragazze, delle compagne.
Solo questo permette di non delegare alle forze dello Stato l'intervento su episodi di violenza fascista/sessista contro le donne.
Si tratta di una nefasta ideologia, figlia dell'abbruttimento ideologico che la borghesia spande a piene mani, che corrode anche nei movimenti antagonisti e opprime le energie di tante compagne.
Tra le ragazze, le compagne chi sottovaluta questo, non comprende il carattere di "guerra" a tutti i livelli che la borghesia porta avanti; non lo comprendono anche quelle compagne che nei movimenti, nei centri sociali sottovalutano la necessità sempre e comunque di darsi organizzazione e di portare avanti la lotta delle donne.
(su questo significativo fu anni fa la battaglia fatta da compagne di un centro sociale di Modena, allora del Mfpr, su cui è possibile avere il loro lungo documento).
Non ci può essere un movimento delle donne che non lotti contro ogni violenza sessuale, sempre e dovunque.
La lotta delle donne deve rompere, cambiare i centri sociali, le organizzazioni politiche, i sindacati, i movimenti. Questo è anche il significato dello "sciopero delle donne", che porta anche una "rottura" di concezione, di atteggiamento tra gli operai, il sindacalismo.
Sulla questione femminile, sugli atteggiamenti maschilisti presenti anche in organizzazioni di compagni, in passato si sono giustamente sfasciate intere organizzazioni rivoluzionarie - l'esempio più grande fu Lotta continua verso la fine degli anni 70.
E' solo la lotta rivoluzionaria delle donne a 360° il "vaccino", altrimenti nessuno a priori può e deve considerarsi immune dall'ideologia fascista de "gli uomini che odiano le donne".
21.12.2016
MFPR

L'APPELLO
CI VUOLE UNA COMUNITÀ PER STUPRARE UNA DONNA. SULL’ASSEMBLEA IN PROGRAMMA A PARMA.

Invitiamo collettivi, gruppi, singole-i a diffondere questo appello e a boicottare l’assemblea in programma a Parma.

CI VUOLE UNA COMUNITÀ PER STUPRARE UNA DONNA. SULL’ASSEMBLEA IN PROGRAMMA A PARMA.

Nel settembre del 2010 in via Testi a Parma dentro la sede della RAF (rete antifascista) un numero

lunedì 15 gennaio 2018

pc 15 febbraio - A Parigi il 20 gennaio omaggio al compagno Pierre - presente proletari comunisti/PCm Italia

La preparazione dell'omaggio al compagno Pierre avanza.

L'immagine può contenere: cibo

pc 15 gennaio - Intensificare la campagna internazionale per la liberazione di Saibaba e di tutti i prigionieri politici in India

L'immagine può contenere: 1 persona, sMS
ഒരാള്‍ മൊഴിഞ്ഞു
കൂട്ടിലടയ്ക്കപ്പെട്ട കിളികളാണ് അനുഗ്രഹിക്കപ്പെട്ടവര്‍
അവര്‍ക്ക് കുറഞ്ഞപക്ഷം
തങ്ങളുടെ തടവറയുടെ
പരിധിയെങ്കിലും അറിയാം...

pc 15 gennaio - 100.000 in piazza a Bilbao per la liberazione dei prigionieri politici baschi

Nicola Latorre
Questa é di poco fa a Bilbao.
Stasera eravamo circa 100.000( centomila, oh yeah) in corteo a sostegno dei prigionieri politici baschi, ancora in tanti/e ostaggi di un conflitto armato che solo lo stato spagnolo continua.
Nonostante il freddo cane ed il piovere a dirotto, non credo che avrei potuto festeggiare in miglior modo e compagnia il mio odierno compleanno.
La manifestation de samedi à Bilbao

#ItsTimeForFreedom
Le samedi 13 janvier, comme chaque année depuis 2008, une grande manifestation a fait le tour de Bilbao pour exiger le rapatriement des prisonniers basques. Plus de 95.000 personnes ont répondu à l’appel de la Plate-forme civique Saré exiger la fin de la « violation des droits des prisonniers et des prisonniers politiques basques et leurs familles ». Ni la pluie ni le froid n’ont empêché des dizaines de milliers de personnes de participer à cette manifestation massive qui a lieu chaque année en janvier.
Les familles de prisonniers participant à la manifestation brandissaient des panneaux indiquant les destinations et distances qui leur étaient imposées pour visiter leur proches pendant à peine 40 minutes (« Grenade 875 km », « Almeria 1.040 km », etc.). Depuis 1989, il y a eu 16 décès dans des accidents de la route parmis les familles visitant les 300 prisonniers liés à l’ETA et à la gauche indépendantistes. Sur ces 300, seuls cinq sont actuellement détenus au pays basque.

La manifestation de 
samedi à Bilbao

pc 15 gennaio - Perù - il boja Fujimori continua a fare il malato - mentre continua la protesta popolare per la sua scarcerazione

Perù: ex presidente Fujimori nuovamente ricoverato, "controllo per aritmia"

Lima, 15 gen 18:42 - (Agenzia Nova) - L'ex dittatore peruviano Alberto Fujimori è stato trasferito alla clinica "Centenario" di Lima a causa di un'aritmia, riferisce il quotidiano argentino "Infobae". Indultato dal presidente Pedro Pablo Kuczynski "per ragioni umanitarie", l'ex capo di stato era stato ricoverato sotto Natale nella stessa clinica per verifica delle sue condizioni di salute. La grazia, concessa su richiesta della commissione medica, ha suscitato accese proteste nel paese per i sospetti di un "accordo sotto banco" con parte del partito di opposizione Forza popolare: la concessione dell’indulto arrivava poche ore dopo che il Parlamento respingeva una richiesta di destituzione dello stesso Kuczynski dalla carica di presidente, accusato di essere coinvolto in casi di corruzione. Una

pc 15 gennaio - Il pantano libico si infiamma - le truppe imperialiste italiane vadano ad affondare

Libia. Scontri vicino aeroporto di Tripoli. 16 morti


E’ salito ad almeno 16 morti e 38 feriti il bilancio dei violenti scontri scoppiati stamani all’aeroporto Mitiga di Tripoli. Lo riferisce il responsabile del Tripoli Field Hospital, Abdul-Daim al-Rabti citato dall’agenzia Bloomberg.
Due aerei cargo sulla pista sono rimasti danneggiati, si precisa, e anche l’autostrada che porta allo scalo è stata chiusa. L’aeroporto della capitale libica di Tripoli è sotto attacco da questa mattina da parte di un gruppo armato che vuole “liberare prigionieri di Daesh e di al Qaeda”. Lo riferisce in un comunicato la Presidenza del governo d’Accordo nazionale di Tripoli in una notizia dell’ultima ora l’agenzia di stampa governativa turca Anadlou.
L’aeroporto di Mitiga è annesso alla base dove si trova anche la prigione intorno a cui sarebbero avvenuti i combattimenti. A controllare scalo e carcere, l’unità militare anti-terrorismo Rada, che ha confermato che tutta l’area è stato presa di mira da un gruppo di jihadisti facenti capo a un personaggio di nome “Bashir ‘the Cow'”, nel tentativo di far fuggire dei detenuti.
I voli da e per l’aeroporto di Tripoli sono stati sospesi e Afriqiyah Airways ha annunciato la sospensione di tutti i voli dall’aeroporto di Mitiga fino alla conclusione degli scontri. Il capo dell’Aviazione civile libica, Nasseraldin Shaeb, ha annunciato che tutti i voli diretti a Tripoli sono stati deviati su Misurata.

pc 15 gennaio - LE DONNE IN LOTTA NON HANNO DA DIFENDERSI DA UN PROCESSO MA HANNO DA RIBELLARSI CONTRO UNA "GIUSTIZIA" CHE CONTINUA LA VIOLENZA SULLE DONNE

Il 22 gennaio, vi sarà l'avvio del processo a L'Aquila contro 3 compagne, accusate di "diffamazione" dall'avvocato dello stupratore Tuccia. 


L'Mfpr non riconosce questo processo a donne che hanno espresso concretamente la solidarietà attiva verso "Rosa" stuprata orribilmente e quasi assassinata dall'ex militare Tuccia. 

L'Mfpr utilizzerà il processo per ribadire la legittimità della lotta delle donne, rivendicando tutta la mobilitazione fatta.

Noi vogliamo che nessuno dimentichi l'orribile crimine perpetrato contro "Rosa"; esso ha colpito e colpisce tutte le donne
Noi vogliamo che nessuno faccia finta di non sapere dell'aumento di stupri e femminicidi, di questa strage di bassa intensità contro le donne, che il più delle volte non trovano giustizia ma, anzi, si ritrovano loro messe sotto accusa
Noi vogliamo ricordare che "Rosa" ha continuato ad essere violentata per tutto il processo. Invece di trovare

pc 15 gennaio - 2° PARTE DEL CORSO MARXISTA AVVIATO DAL CIRCOLO OPERAIO DI BERGAMO - COL PROF. DI MARCO

Parte2
https://youtu.be/BfsFE068MJ4
Da un commento del Prof. Di Marco:
"...Abbiamo lavorato sugli elementi di partenza della critica dell'economia politica, il che purtroppo ha richiesto molto tempo di esposizione, ma è stato un lavoro abbastanza seminariale.
I compagni operai di Bergamo sono stati davvero assai accoglienti, siamo stati bene la sera tardissimo mi hanno mostrato la Dalmine dall'esterno con molte notizie e discussioni.
Inoltre al mattino presto mi hanno "regalato" anche un notevolissimo giro per la zona industriale e commerciale.
Ho detto loro che se occorrono altri contributi, molto volentieri.
E' stato molto arricchente sotto tutti gli aspetti..."

pc 15 gennaio - CALENDA E BENTIVOGLI (FIM CISL) UNITI, DISEGNANO IL "NUOVO PATTO" DELL'ITALIA CON E PER IL CAPITALE, E DI FATTO SI CANDIDANO AL NUOVO GOVERNO - LE LORO "MEDAGLIE" SONO GLI ACCORDI CONTRO I LAVORATORI, AL CENTRO QUELLO DELL'ILVA

(da una corrispondenza ad Operaicontro)
Calenda ministro dello Sviluppo, e Bentivogli segretario nazionale della Fim Cisl, disegnano il ” nuovo patto per la fabbrica”. Dietro il paravento della “Formazione continua” i due intrepidi progettisti, suggeriscono ai padroni come sfruttare di più e meglio gli operai, attraverso l’Industria 4.0. “Così si sostiene la produttività dell’Italia” ci tengono a precisare, e con essa – aggiungiamo noi – i profitti per i padroni.
Finora le aziende affidavano ai propri uffici tecnici, lo studio dei “tempi e metodi” per la massima resa dello sfruttamento operaio. A questi ora si è affiancato anche il bravo sindacalista Bentivogli: prima suggerisce come creare esuberi aumentando la produttività, poi firmerà gli accordi per licenziare gli esuberi. Meraviglie dell’Industria 4.0! Ma non è tutto. Bentivoglio e Calenda “incoraggiano il decentramento contrattuale a livello territoriale, di sito e di rete”. Si potrebbe aggiungere di “numero civico della fabbrica”, così ogni padrone potrà disfarsi del contratto nazionale e di quello integrativo, spalancando le porte alla selvaggia contrattazione al ribasso in ogni singola fabbrica. L’antidoto alla disgregazione operaia è l’organizzazione degli operai stessi, contro i padroni. Smascherare e isolare ovunque gli agenti dei padroni.
Saluti Oxervator

PUBBLICHIAMO STRALCI DELL'ARTICOLO USCITO SU SOLE 24 ORE il 12 gennaio 2018  A FIRMA DI CARLO CALENDA E MARCO BENTIVOGLI (sottolineamo in neretto i passaggi più significativi)
NEI PROSSIMI GIORNI NOSTRO COMMENTO

Slai cobas per il sindacato di classe - Taranto

Il ministro dello Sviluppo e il segretario della Fim Cisl disegnano il nuovo patto per la fabbrica: “Formazione continua la chiave. Così si sostiene la produttività dell’Italia”

"La fine degli stimoli della Bce, l’evoluzione, certo non orientata a maggior flessibilità, dell’Eurozona e la restrizione dei parametri di valutazione sugli Npl, renderanno il 2018 un anno potenzialmente critico per la tenuta finanziaria del Paese...
Eventuali margini di flessibilità si potranno negoziare solo a fronte di un convincente “Piano industriale per il Paese” focalizzato su crescita e investimenti. A tutto ciò si aggiunge la sfida di una rapidissima innovazione tecnologica che mette in discussione modelli produttivi e organizzazione del lavoro. Se l’Italia non saprà essere all’altezza andremo incontro a un secondo

pc 15 gennaio - Solidarietà con il popolo palestinese

I documenti inseriti in questa settimana
( 7 Gennaio  -  13 Gennaio 2018 )

13 Gennaio 2018
   
- Free Ahed Tamimi
At a London bus stop - Londra fermata bus
Foto
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Israele impedisce a Omar Barghouti di assistere la madre per un intervento chirugico
Lettera Omar Barghouti
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12 Gennaio 2018
   
L’esercito israeliano ha ucciso 15 bambini nel 2017
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Netanyahu: "non vogliamo negri in Israele", "fuori o andranno in prigione"
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Più case negli insediamenti è la “vendetta” per l’uccisione di Raziel Shevack
di Michele Giorgio
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11 Gennaio 2018
   
Yair Netanyahu mette in grave imbarazzo il padre
di Roberto Prinzi
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Ahed al Tamimi è la nuova icona della lotta palestinese
di Catherine Corne
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10 Gennaio 2018
   
100 artisti, intellettuali e attivisti si schierano con Lorde e contro Israele
di Michele Giorgio
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Il FPLP accusa il Patriarca Teofilo III di vendere terre palestinesi a Israele
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La marina israeliana rapisce sei pescatori palestinesi a Gaza
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Crisi dell’elettricità nella Striscia di Gaza
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9 Gennaio 2018
   
Boicottaggio, la lista nera di Israele: c’è anche Bds italia
di Chiara Cruciati
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Israele approva il primo passaggio della pena di morte per i prigionieri palestinesi
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- 2.000 libri sottratti da Israele ai prigionieri palestinesi
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La protesta che non vi raccontano: migliaia di israeliani in piazza
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8 Gennaio 2018
   
- Sono una ebrea americana nella lista nera BDS in Israele.
Ho una famiglia in Israele. Ma non sarò messa a tacere
di Rebecca Vilkomerson
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Unrwa, Gapar condanna taglio fondi Usa
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Israele spruzza sostanze tossiche sui campi coltivati di Gaza
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Vietato ingresso a 20 ong che delegittimizzano Israele
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Cosa è successo quando una colona ebrea ha schiaffeggiato un soldato israeliano
di Noa Osterreicher
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7 Gennaio 2018
   
L’omertoso silenzio dei mass media su quanto avviene in Palestina
di Rete Romana Di Solidarietà Con La Palestina
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Sei mesi di sofferenze inutili:
la fornitura di elettricità da Israele deve essere ripristinata
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Israele accusato di usare munizioni letali contro civili disarmati in Cisgiordania

                               

pc 15 gennaio - ANCORA SULL'AGGRESSIONE FASCISTA AI DANNI DEI COMPAGNI DI GENOVA ANTIFASCISTA

Sono passati ormai tre giorni dalla vile aggressione subita, venerdì sera scorso – in piazza Tommaseo, a due passi dalla tristemente nota piazza Alimonda – da alcuni compagni di Genova Antifascista, da parte di un nutrito gruppo di topi di fogna aderenti all’organizzazione Casa Pound, e come siano andate le cose è ormai evidente.
Le carogne fasciste hanno visto i compagni attacchinare: sono quindi usciti dalla loro maleodorante fogna di via Montevideo riversandosi in strada, armati di bottiglie, bastoni, e coltelli, per andare a fronteggiare – accoltellandone uno due volte alla schiena – i propagandisti del collettivo con sede presso il circolo Arci “30 giugno”.
Questi in estrema sintesi i fatti, ma se il racconto della vicenda da parte degli aggrediti diventa ogni momento più incontestabile – persino la stampa borghese cittadina, mai tenera nei confronti dei

pc 15 gennaio - VENTIMIGLIA - MUORE UN MIGRANTE CARBONIZZATO SUL TRENO - MALEDETTI ASSASSINI!

Trovato sul tetto del locomotore a Mentone
Migrante muore carbonizzato sul treno per la Francia: è la prima vittima del 2018
domenica 14 gennaio 2018

VENTIMIGLIA -  Un migrante è stato trovato semi carbonizzato sul tetto del locomotore di un treno francese della compagnia Sncf all'arrivo in stazione a Mentone (Francia), dopo aver fatto sosta anche a Ventimiglia. La scoperta è avvenuta questa mattina. Per consentire i rilievi del caso l'autorità giudiziaria transalpina ha deciso di sospendere la circolazione ferroviaria per circa due ore.

È probabile che la vittima sia salita sul treno in Italia con l'intento di arrivare in Francia e che per evitare di essere sbalzato durante il viaggio si sia aggrappato al pantografo che trasmette energia elettrica al treno, rimanendo folgorato.

Si tratta della prima vittima dall'inizio del 2018, mentre dall'inizio del 2017 ad oggi questo è il quinto caso di migranti che muoiono così nel tentativo di superare il confine francese a Ventimiglia. Il primo caso si è registrato il 17 febbraio, il morto venne scoperto a Cannes. La seconda morte avviene il 19 maggio, la terza il 23 maggio, la quarta il 27 agosto. Il 15 maggio, invece, un migrante folgorato si salvò.

domenica 14 gennaio 2018

pc 14 gennaio - UN BREVE SGUARDO ALLA SITUAZIONE A LIVELLO INTERNAZIONALE - Da un intervento al seminario di gennaio

La crisi economica mondiale porta ad una concorrenza su tutti i piani.
Gli Usa con Trump portano ad n nuovo accentuato interventismo su scala mondiale.
Il dominio americano della fase Obama puntava ad essere stabilizzante, l’attuale interventismo di Trump è apertamente destabilizzante. Ma l’elemento di destabilizzazione dell’imperialismo non l’ha deciso Trump. Si passa dal fatto che sotto gli Usa di Obama si voleva trovare una “soluzione”, pur salvaguardando gli interessi imperialisti, ad una forzatura di tutto questo.
Ma questa destabilizzazione degli Usa produce necessariamente una chiamata all’autodifesa e a difendere l’espansione da parte anche degli altri imperialismi: la Cina, che continua la sua penetrazione innanzitutto economica, e la Russia, che con l’intervento in Siria aveva ripreso a difendere attivamente i suoi interessi.

L’Europa ha dimostrato in questo contesto la sua estrema fragilità. Questa fragilità mostra che non esiste un blocco imperialista europeo come polo a sè e che l'Europa è allo scoperto nella contesa imperialista. Esistono interessi comuni dei paesi europei ma non un blocco. La Gran Bretagna se n’è potuta andare e l’Europa a dominio tedesco è solo un dominio da potenza maggiore nello sviluppo diseguale. Le elezioni della Germania e la difficoltà avuta dalla Merkel a formare un governo, mette in difficoltà il suo ruolo negli organismi europei; fa emergere Macron che pensa di poter spingere le cose dove vuole lui, rende meno determinante il peso della Germania 
L'avvicinamento più marcato dell'Italia alla Francia è frutto e sintomo di questo.

Questa situazione contraddice le idee e posizioni di Eurostop, che dice una montagna di chiacchiere. Noi non siamo parte di un blocco imperialista a direzione tedesca; il peso della Germania sui fatti politici italiani è importante ma non tale da non essere l'Italia un imperialismo in proprio. Non c’è un “Europa che decide per noi”. Chi ci dipinge come un  paese a sovranità limitata è un corifeo diretto o indiretto dell'imperialismo italiano, dentro il cui perimetro intende lavorare come coscienza critica.
I governi dei 27 paesi imperialisti e capitalisti europei pensano sempre più  ognuno per sè e fare i fatti propri. L’Europa come organismo europeo può decidere quello che vuole ma  il giorno dopo i governi fanno quello che vogliono Ma quando l’Europa viene lasciata a sé è perfino peggio dello stare sotto il 'dominio tedesco'. Ognuno fa i propri interessi e avanzano i nazionalismi/fascismi.
I paesi europei sono, quindi, in “libera uscita”. Non ragionano in termini di Europa, ognuno ragiona secondo la posizione che ha. Dovrebbero fare la ‘difesa europea’, ma per fare cosa,  ognuno pensa ad un obiettivo corrispondente ai propri interessi nazionali imperialisti, grandi o piccoli che siano.
Il moderno fascismo è la “soluzione”  come via di uscita alla fragilità politica. L’avanzata del moderno fascismo è un pericolo reale. I fascisti non sono politici come gli altri. I fascisti si devono combattere. Essi sono per il “tanto peggio tanto meglio”, non sono elettoralisti alla maniera dei normali e tradizionali partiti borghesi. I fascisti non misurano attraverso il voto la forza che hanno, e contro il fascismo serve la forza lottando per impedirgli l'uso del voto e delle elezioni, come arma per giustificare l'azione fuori dal contesto elettorale e della democrazia elettorale. L'antifascismo o è militante o non è. I fascisti non si battono con i numeri che metti in piazza, con le denunce, ma colpendoli. Se li fai esistere i fascisti guadagnano voti.

La fragilità europea si riproduce a livello mondiale. L’Europa si ridimensiona nello scenario internazionale. Trump si occupa più della Cina.
A livello internazionale la Cina è il vero nuovo gigante. Agisce come potenza imperialista globale, fa coincidere l’interesse della nuova forma di dittatura borghese con l’apparente interesse generale dell’economia mondiale: “via della seta”, sviluppo dei paesi dipendenti, ecc. E la destabilizzazione Usa di Trump rafforza la Cina. 
La Russia è indebolità e sul piano interno cova la destabilizzazione. Se si acutizza la situazione internazionale l’alleanza Cina-Russia è quasi inevitabile, la Cina non ha la potenza militare per essere potenza globale, e la nuova “via della seta” richiederebbe la ‘pace eterna’.
L'acutizzazione della crisi coreana, un attacco alla Corea da parte degli Usa diventerebbe inevitabilmente un attacco alla Cina. Chiaramente c’è bisogno del Giappone, che sta andando a marce accelerate verso il riarmo, il cambio della Costituzione, perchè possa trovarsi all’appuntamento dell’attacco alla Cina.
Nello stesso tempo la Russia sta consumando il fuoco fatuo della sua potenza globale, l’elezione prossima è più probabile che sia l’inizio della fine di Putin, perchè non può mantenere solo con le armi il suo peso politico. La Russia di Putin va incontro a una possibile crisi interna devastante.

Cosa succede negli altri continenti? E’ chiaro che le potenze imperialiste vogliono il “cortile di casa”. Ma intanto la Cina ha iniziato a penetrarvi. Gli Usa vogliono che ogni governo dei paesi dell’America Latina sia omogeneo a loro. Ma i popoli oppressi dall'imperialismo non vogliono questo,le borghesie che li governano  lo vedono come un ritorno al passato, non come un nuovo equilibrio per il futuro.

In Asia c’è l’India e molte cose dipendono dall’India. Ma l’India sul piano militare non vuole legarsi mani e piedi agli Usa, In generale vi è una nuova borghesia nei paesi asiatici.
L’Asia non è  un “cortile di casa” degli Usa. In Asia le guerre popolari sono in campo. In America Latina, invece, la presenza delle guerre popolari è soprattutto  ideologica, esiste l’influenza storica della guerra popolare in Perù, ma grande è la trasformazione necessaria.
Poi c’è il nuovo “Eldorado”, l’Africa, e gli imperialisti  se stanno interessando - su questo rimandiamo a una riflessione specifica approfondita.

Nel Medio Oriente succede di tutto. Noi dobbiamo prendere posizione di volta in volta.
I popoli si ribellano sempre di più. E quando i popoli si ribellano i comunisti stanno con i popoli.
Non è accettabile che c’è una rivolta di giovani e donne e noi dobbiamo basarci su ciò che ha detto Trump o se l’Iran è parte del blocco siriano, ecc. Anche prima le ‘primavere arabe’ per qualcuno erano puro strumento dell'imperialismo...
Noi siamo dall’altra parte della barricata. Noi siamo incondizionatamente dalla parte di tutte le rivolte in questi paesi. I proletari e i popoli sono in lotta ovunque. Per sostenerli, occorre abbandonare la “geopolitica” e i “geopolitici”, anche tra le nostre fila, perchè questa visione è oggettivamente erronea, significa guardare le lotte dei popoli con l’occhio dell’imperialismo.
Sono parte del nostro “cortile di casa”, Siria, Magreb, Golfo Persico, e noi siamo da una sola parte, dalla parte dei popoli in armi contro il nemico.

Due realtà sono in grande modificazione. La Palestina, che entra in una nuova fase ed è necessario aggiornare l'analisi. Qui siamo ad una nuova stratificazione delle classi sociali che fanno sentire il loro peso. Le formazioni politiche palestinesi non reggono più l’esistente. Hamas serve sempre meno, e va a terminare il contrasto tra Hamas/Olp
Nel Kurdistan Ocalan deve decidere nel governo di quale paese deve entrare.

I comunisti, i proletari, i popoli devono utilizzare pro domo loro tutto questo: la fragilità europea, la crisi dei nostri governi, costretti a politiche di pura avventura con azioni militari (vedi ora l'Italia con il Niger). Il nostro governo, la nostra economia sono messi male, la ripresa è virtuale.
L’Europa è tutta insieme un anello debole nel quadro dei paesi imperialisti.
Ma è nelle crisi che si fanno le rivoluzioni.
Guerra e rivoluzione sono in equilibrio a livello mondiale.
Noi ci dobbiamo concentrare contro il nostro imperialismo. Demolendo nello stesso tempo le teorie che la colpa è sempre degli altri imperialismi.

pc 14 gennaio - Terremoto del Belìce: 50 anni sono passati e i problemi restano tutti, dalla disoccupazione al “mancato sviluppo” e il presidente Mattarella ricorda… ricorda…

In questi casi la retorica non manca mai, e Mattarella è un esperto. Ci vuole coraggio a presentarsi come istituzione per ricordare quella catastrofe a 50 anni dal quel terribile 14-15 gennaio. Tantissimi morti e feriti, popolazione senza casa, interi paesi letteralmente scomparsi e una “ricostruzione” durata appunto 50 anni e ancora non finita!

“Tirando le somme – riporta il Giornale di Sicilia di oggi – mancano 150 milioni di euro per opere pubbliche e 280 per l’edilizia privata, secondo il fabbisogno stimato dalla commissione alle infrastrutture della Camera nel 2006. Soldi che i sindaci chiedono e lo Stato stenta a dare. Gli impegni di onorevoli e rappresentanti delle istituzioni che sono venuti in questi territori sono serviti a poco”.
La Repubblica di Palermo riporta così la visita di Mattarella: “Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha ricordato nell'auditorium 'Leggio' a Partanna i 50 anni del terremoto che colpì il Belice nella notte tra il 14 e il 15 gennaio del 1968. Mattarella è stato accolto dall'inno nazionale. In sala autorità istituzionali, civili e militari e tanti amministratori dei comuni della valle. Prima di entrare nell'auditorium, Mattarella è stato salutato dalla folla che si trova all'esterno dell'edificio e che ha urlato 'presidente... presidente'.”
E il “presidente… presidente” ha detto "La capacità dell'intero Paese di reagire alle tante calamità -

pc 14 gennaio - Aggressione fascista a Genova - verso un salto di qualità, protetti da governo, polizia e campagna elettorale - far conoscere, rispondere colpo su colpo, mobilitazione nazionale permanente

Genova. Casa Pound attacca gruppo di antifascisti a coltellate

Mentre, come impongono i migliori intrallazzi della politica, Casa Pound ottiene a Genova il suo primo consigliere municipale grazie a un cambio di casacca in corso di mandato da parte di un politico delle Lega, un gruppo di antifascisti intenti ad attaccare manifesti in piazza tommaseo è stato aggredito a coltellate. In superiorità numerica, con bottiglie e lame, una trentina di militanti di

pc 14 gennaio - GRANDE COALIZIONE SPD E CDU/CSU - CHI PAGA SONO MIGRANTI, LAVORATORI...

Da un elenco fatto dal Sole 24 Ore:
Cosa c'è...
- Immigrazione: rifugiati non oltre 180-220mila annui; freno sui ricongiungimenti familiari; tetto di 1000 al mese;
- Redistribuzione costi tra datore di lavoro e dipendente dell'assicurazione sanitaria;
- Taglio ai sussidi di disoccupazione ma più investimenti nella formazione;
- Riduzione parziale della tassa sulla riunificazione;
- Aumento della spesa pubblica per edilizia residenziale, infrastrutture, digitale, asili;
- Avvio riforma delle pensioni;
- Fondo monetario europeo con riforma del Meccanismo di stabilità europeo;
- Aumento della lotta all'evasione in Germania e in Europa;
- Politica estera europea più aggressiva;
- Rafforzamento asse Berlino-Parigi sull'Europa;

e cosa non c'è...
- Aumento delle tasse per i più agiati;
- taglio della tassazione sulle imprese;
- Unione bancaria europea;
- Capital market union europea;
- Ministro delle Finanze europeo.

Come si vede - chiaramente non è affatto una sorpresa - la "grande coalizione", il governo difficile che da mesi non si faceva, il salvataggio della Merkel, viene fatto pagare pesantemente ai migranti, lavoratori, disoccupati, masse popolari e ne godono i padroni.
Vi sarà una pesante stretta all'ingresso dei migranti e sulle loro famiglie - in parte già in corso d'opera, ma ora dopo oscillazioni si può dire che il sistema del capitale mette un punto fermo: di fatto possono entrare solo i migranti che servono come forza-lavoro da sfruttare, forza-lavoro di riserva, per farla agire anche come ricatto verso i lavoratori tedeschi. Non a caso la coalizione si impegna a scrivere una legge sull'immigrazione per regolare l'afflusso di immigrati qualificati in Germania.
I lavoratori sia quelli che tuttora lavorano, sia licenziati o pensionati, avranno un pesante taglio ai loro salari, redditi. Tornerà il sistema per cui i contributi assicurativi al trattamento sanitario saranno divisi in parti uguali tra lavoratore e datore di lavoro (come se fossero "uguali"!), verranno riformate le pensioni (e noi in Italia sappiamo bene cosa può significare) e tagliata dello 0,3% la disoccupazione, mentre la "formazione" presentata come una sorta di "compensazione", per i lavoratori licenziati, per i giovani disoccupati avrà solo l'effetto di un ricatto, per mantenere o vedersi togliere la indennità.
La spesa pubblica, stimata in 36 miliardi, è indirizzata da un lato non certo alla popolazione ma ai ricchi (vedi edilizia residenziale) e dall'altra alle grandi opere.
Gli investimenti sul fronte asili, ecc. non devono ingannare, visto che sono interni ad una politica di destra in nome della famiglia e della natalità, che inevitabilmente agiranno come pressione/oppressione verso le donne..
La riduzione di 10 miliardi il contributo di solidarietà per l’ex Germania Est, vorrà dire semplicemente peggioramento delle condizioni di vita delle masse popolari della zona.

Ma soprattutto i soldi servono per le missioni militari, per l'aumento degli armamenti, per una "politica estera europea più aggressiva".

Nello stesso tempo ai padroni si taglia il costo del lavoro, si apre davanti ai loro occhi e alle loro mani un mercato di appalti pubblici su cui fare profitti; viene molto ridotto l’obiettivo climatico della riduzione del 40% delle emissioni di CO2, così le aziende possono continuare a inquinare.
Ai ricchi, a fronte di una debole minaccia sulla "lotta all'evasione", non vengono aumentate le tasse.

pc 14 gennaio - a Milano contro la guerra imperialista e Solidarietà con la rivolta popolare in Tunisia



Report del circolo proletari comunisti Milano
Il presidio davanti la caserma Santa Barbara a Milano - verso e oltre la manifestazione di sabato prossimo di Ghedi - ha visto la partecipazione di oltre 70 antimperialisti, antirazzisti. E' stato animato da comizi di denuncia del nesso stretto tra guerre esterne e politiche di lacrime e sangue all'interno con tagli a sanità, scuola, servizi, allungamento dell'età pensionabile, ma soprattutto, più sfruttamento, in primis, dei migranti, ma anche militarizzazione dei territori come Milano e in particolare i quartieri periferici.
Sono stati ricordati i numeri dei militari sparsi nelle varie missioni, come i militari presenti nelle diverse città  per "strade sicure" .

pc 14 gennaio - L’amianto uccide dentro e fuori dai posti di lavoro… 125 malati a Palermo per inquinamento ambientale

La Cgil con una inchiesta di tipo nazionale denuncia le malattie per amianto nell’ambiente, in particolare questa riguarda Palermo. E questo è tipico della Cgil, come di altri sindacati. Quando si tratta di fare studi a tavolino per dare stipendi a destra e a manca non ci sono problemi. I problemi nascono quando si tratta di fare sul serio, e allora la Cgil, come gli altri sindacati, non muovono un dito! E questo lo possiamo dire noi che abbiamo fatto campagne alla Fincantieri di Palermo o alla Dalmine di Bergamo sulla salute e sicurezza così come lo possono dire migliaia di lavoratori che la cosiddetta emergenza la vivono sulla propria pelle.
Alla Fincantieri di Palermo, per esempio, i processi per le morti sul lavoro da amianto, non finiscono mai!

Per questo temiamo che l’improvviso interesse per l’inquinamento da amianto nell’ambiente nasconda, da un lato, ancora una volta la volontà di distrarre l’attenzione dalla condizione assolutamente inaccettabile che si vive nelle fabbriche e nei posti di lavoro in genere, e dall’altro la voglia di continuare a fare soldi con le vertenze legali!

"A Palermo 125 malati per l'amianto nell'ambiente": la denuncia della Cgil

PALERMO. A Palermo aumentano i malati contagiati dall'amianto nell'ambiente: in tutto risultano 125 casi non legati al lavoro. A fornire i dati è la Cgil Palermo, che parla di "emergenza".
Dai numeri presentati da Giuseppe Iannilli, responsabile Bonifiche e amianto della Cgil nazionale: “Diventa sempre più alta – ha dichiarato - la percentuale di malati contagiati dall'amianto nell'ambiente in cui vivono e non sul lavoro. In provincia di Palermo, secondo il registro mesoteliomi, ci sono 1306 i malati ufficiali di asbestosi, di cui 232 rilevati nella città di Palermo. Inoltre, ci sono 64 probabili e 61 possibili malati di asbestosi non per motivi di lavoro ma per contaminazione di origine ambientale, ovvero in totale 125 persone”.
"Un'emergenza che riguarda non solo i lavoratori ma tutti i cittadini", commenta Enzo Campo, segretario Cgil Palermo.
Il sindaco ha avviato la costituzione di uno sportello amianto "per dare risposta a un'emergenza che si allarga e che viene riscontrata a tappeto in tante categorie, dagli edili ai metalmeccanici, nella scuola, tra gli agricoltori, i pensionati, le industrie chimiche".

http://palermo.gds.it/2018/01/11/a-palermo-125-malati-per-lamianto-nellambiente-la-denuncia-della-cgil_784123/